La tredicesima 2025 più bassa del solito preoccupa molti italiani, ma il fenomeno non è nuovo. Quello che sta cambiando quest’anno è il meccanismo di calcolo: il nuovo assetto del cuneo fiscale e l’assenza di detrazioni d’imposta rendono questa mensilità aggiuntiva ancora più “leggera” in busta paga. Con 36 milioni di italiani interessati, 16,3 milioni di pensionati e 19,7 milioni di lavoratori dipendenti, comprendere come viene tassata la tredicesima diventa essenziale per gestire il proprio bilancio familiare.
In breve: La tredicesima 2025 risulta più bassa perché non beneficia delle detrazioni fiscali applicate alle mensilità ordinarie. Mentre l’importo lordo corrisponde generalmente a una mensilità standard, la tassazione progressiva e l’assenza di agevolazioni fiscali riducono l’importo netto finale di 100-200 euro per chi percepisce redditi medi-alti.
Quando arriva la tredicesima nel 2025
I pensionati iniziano a ricevere la tredicesima a partire da lunedì 1° dicembre 2025, con l’accredito direttamente nel cedolino. I lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico la vedranno arrivare in busta paga entro il 24 dicembre, salvo diversa previsione del contratto collettivo di settore. La distribuzione complessiva si completerà quindi nei giorni precedenti Natale, garantendo ai beneficiari la disponibilità dei fondi in tempo per le spese festive.
Geograficamente, le province con il maggior numero di percettori sono Roma (2,75 milioni), Milano (2,48 milioni) e Napoli (1,42 milioni), mentre le aree più piccole, come Isernia e Vibo Valentia, interessano meno di 75mila persone.
Perché la tredicesima è più bassa delle mensilità ordinarie
Il ruolo cruciale delle detrazioni fiscali
La ragione principale per cui la tredicesima risulta più bassa risiede nel trattamento fiscale differenziato. Sebbene l’importo lordo della tredicesima corrisponda generalmente a una mensilità standard, chi percepisce 1.500 euro al mese riceve mediamente 1.500 euro di tredicesima, l’applicazione delle imposte genera una riduzione significativa del netto.
Sulle mensilità ordinarie, le detrazioni fiscali riducono in modo sostanziale l’IRPEF dovuta. Sulla tredicesima, invece, le detrazioni non vengono applicate. Questo è il fattore principale dietro la percezione di “perdita” economica.
Il meccanismo del cuneo fiscale 2025
Nel 2025 è entrato in vigore un nuovo sistema di taglio del cuneo fiscale, che ha trasformato lo sconto contributivo in una detrazione IRPEF meno trasparente e immediata. Mentre lo stipendio mensile rimane quasi invariato, la tredicesima non beneficia pienamente dello sconto, generando una differenza netta rispetto al 2024. Questo cambiamento ha amplificato ulteriormente il divario tra l’importo lordo e quello netto della gratifica natalizia.
Come viene calcolata la tassazione sulla tredicesima
Aliquote IRPEF e reddito complessivo
La tredicesima rientra a pieno titolo nel reddito imponibile annuale del lavoratore o pensionato e viene sottoposta al pagamento dell’IRPEF secondo il sistema a scaglioni. Le aliquote rimangono quelle ordinarie: 23% fino a 28.000 euro, 35% tra 28.000 e 50.000 euro, e 43% oltre 50.000 euro.
L’Inps e i datori di lavoro calcolano l’imposta dovuta sul reddito complessivo dell’anno, comprensivo della tredicesima, e trattengono la quota aggiuntiva senza riconoscere le detrazioni previste per il reddito di pensione o lavoro dipendente.
Quanto riduce la mancanza di detrazioni
Esempi concreti di differenza
Per un pensionato con reddito annuale intorno a 1.200 euro mensili (14.400 euro lordi annuali), la differenza tra il netto della pensione ordinaria e quello della tredicesima può aggirarsi intorno ai 100 euro. Per redditi ancora più alti, tra 35.000 e 40.000 euro annui, la differenza può superare 150-200 euro rispetto alla mensilità ordinaria. Più elevato è il reddito complessivo e maggiore è l’impatto della mancanza di detrazioni sulla tredicesima.
Chi risente maggiormente
L’effetto è particolarmente evidente per i pensionati e i lavoratori con redditi medio-alti, mentre tende ad attenuarsi nelle fasce più basse. Chi beneficia di detrazioni per familiari a carico, nonché agevolazioni per redditi di pensione, subisce una riduzione ancora più marcata sulla tredicesima rispetto alla media.
Le ipotesi di detassazione nella Manovra 2025
Alcune proposte in discussione ipotizzano una detassazione parziale o strutturale della tredicesima. Se approvate, questi interventi potrebbero aumentare l’importo netto di 50-70 euro per redditi medi, fino a 400 euro per chi percepisce 60.000 euro annui. Per chi guadagna tra 25.000 e 35.000 euro lordi, il beneficio potrebbe oscillare tra 400 e 700 euro annui. Si tratterebbe di un “bonus natalizio strutturale” integrato direttamente nella busta paga, con effetto immediato sul reddito disponibile delle famiglie.




